Allego la mozione approvata dall'assemblea delle scuole convocata al Liceo Carducci di Milano giovedì 25 ottobre 2012 con la presenza di 170 insegnanti di cui 50 Rsu.
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Inviamo quello che abbiamo definito "Bozza di documento con accluso verbale". L'analisi e soprattutto il ventaglio delle proposte non vogliono essere deliberazioni ma l'elenco delle iniziative emerse da sottoporre al dibattito e al vaglio delle scuole.
Stiamo anche predisponendo una mailing list che consentirà di abbandonare questa prima modalità di comunicazione e di adottarne una più immediata e orizzontale. Riceverete pertanto, a breve, una mail con richiesta di invito a iscrivervi alla mailing list che di chiamerà "NO24ore" o qualcosa del genere, a cui basterà rispondere con un semplice reply.
Elisabetta Daina,
Emanuele Rainone,
Danilo Molinari
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Bozza di documento dell’assemblea delle scuole secondarie di Milano e Provincia del 25 Ottobre 2012, con accludo verbale delle iniziative proposte.
Il giorno 25 Ottobre 2012 alle ore 16:30, presso l’auditorium del Liceo Carducci, si è tenuta l’assemblea autoconvocata dei docenti delle rsu scuole secondarie di Milano e Provincia, per decidere le forme di mobilitazioni da adottare a contrasto della politica scolastica dell’attuale Governo. Presenti circa 170 insegnanti a rappresentanza di oltre 80 scuole medie e superiori di Milano e provincia.
L’assemblea esprime un radicale e netto di rifiuto dei principali provvedimenti decisi in questi mesi dal Ministro Profumo e dall’attuale Governo, nella misura in cui essi si presentano in tutta evidenza come il naturale proseguimento della politica di tagli che negli ultimi anni ha investito la scuola italiana, con l’esplicito e costante obiettivo di smantellare progressivamente l’intero sistema dell’istruzione pubblica statale, minando le basi di uno degli attori principali della vita democratica del Paese, la scuola pubblica come principale organo di trasmissione dei valori di eguaglianza e libertà che informano la nostra Costituzione e la nostra vita. Tale obiettivo è stato perseguito e continua tuttora ad essere perseguito non solo con la politica dei tagli, ma mediante un preciso progetto volto a scardinare completamente la dignità, l’autonomia e la professionalità del docente quale lavoratore e attore centrale di tale sistema.
La proposta dell’innalzamento dell’orario di insegnamento da 18 a 24 è infatti l’ultimo atto di un percorso che ha visto l’approvazione del pdl ex-Aprea nelle commissioni parlamentari, il blocco del rinnovo del contratto, degli scatti di anzianità e la inutile e insensata istituzione di un concorso a cattedra che produrrà come unico risultato l’ennesima umiliazione per migliaia di insegnanti precari che ogni anno con le loro supplenze permettono la sopravvivenza del sistema scolastico italiano.
Non sappiamo ancora se la suddetta proposta sarà effettivamente emendata per lo spauracchio elettorale dei partiti che sostengono l’attuale governo. Di fatto, la semplice possibilità che una proposta di questo tipo sia stata inserita in un disegno di legge e seriamente sostenuta dal Ministro dell’Istruzione è il segno di quanto il lavoro dell’insegnante e con esso la scuola tutta, venga preso in considerazione da questo governo: un semplice e del tutto insignificante capitolo di spesa da tagliare. Non solo, un aumento di sei ore del carico di lavoro a parità di retribuzione è un atto arbitrario, autoritario e senza precedenti in violazione dell’art. 36 della Costituzione (diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità di lavoro), di qualsiasi democratica prassi negoziale in materia di contratti di lavoro, e quindi un campanello d’allarme per tutto il mondo del lavoro e per tutte le categorie di lavoratori.
La scuola pubblica è il principale luogo di formazione della cittadinanza e gli insegnanti non possono in alcun modo accettare una politica governativa che mediante atti unilaterali e arbitrari svuota nel modo più odioso il senso e il valore della cittadinanza, costringendo la normale dialettica democratica a muoversi all’interno dell’angusta ed eversiva logica di sudditanza icasticamente sintetizzata dall’inqualificabile immagine del “bastone e della carota” candidamente riproposta proprio in questi giorni dal Ministro dell’Istruzione.
Per questi motivi e per rilanciare un lungo, costante e progressivo periodo di mobilitazione permanente a favore della scuola pubblica statale, della dignità degli insegnanti e per la difesa e il rispetto di tutti i lavoratori e dei diritti sul lavoro, l’assemblea si rivolge oltre che ai docenti, ai principali soggetti che animano la vita politica e scolastica del Paese - sindacati, partiti politici, studenti, genitori - proponendo una serie di forme di lotta e contestazione da attuarsi con varie modalità.
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Proposte di iniziative di mobilitazione:
Da sottoporre al dibattito nelle scuole attraverso convocazione di riunioni degli organi collegiali, assemblee sindacali, comitati, e che sarà alla base della prossima assemblea provinciale autoconvocata per l’8 novembre prossimo.
Si propone a tutte le organizzazioni sindacali:
· Uno sciopero unitario della scuola che metta al centro la questione dei tagli, del pdl ex-Aprea, del contratto e del precariato.
· Tale sciopero si deve effettuare in tempi utili e in giorni ragionevoli e deve contenere la parola d’ordine netta, incondizionata e irrinunciabile del rifiuto dell’innalzamento dell’orario di docenza non solo a 24 ore, ma neppure di una sola ora.
· Peri i suddetti motivi è opportuno che tale sciopero sia di categoria e coincida con la giornata di lotta europea del 14 novembre 2012.
· Lo sciopero generale deve anche rilanciare una battaglia sulle tematiche del lavoro, dei diritti e della salvaguardia del contratto nazionale per tutte le categorie.
· L’attuazione di forme di sciopero più incisive e coraggiose che prevedano la sospensione delle attività anche per più giorni.
· L’inserimento nel contratto nazionale delle ore di lavoro effettuate al di fuori dell’attività di insegnamento in modo da far emergere esplicitamente le reali ore di lavoro dell’insegnante.
Si propone a tutti i docenti, di attuare nelle proprie scuole con modalità e forme da decidersi in assemblee sindacali, assemblee autoconvocate e nei collegi docenti:
· Le dimissioni da tutti gli incarichi di classe e dalle funzioni strumentali.
· Il blocco di tutte le attività extra-scolastiche.
· Il blocco della didattica (sciopero bianco) da attuarsi in sintonia con le forze sindacali e in forme che prevedano la più ampia partecipazione possibile.
Nei confronti di studenti e genitori:
· Si propone la creazione di un documento informativo da consegnare a studenti e genitori e la convocazione di assemblee aperte in modo da coinvolgere gli altri soggetti in un percorso di mobilitazione che abbia al centro il tema della difesa della scuola pubblica e della qualità dell’insegnamento.
Nei confronti dei partiti politici:
· L’assemblea dichiara fermamente che i docenti non voteranno i partiti politici che appoggeranno le attuali politiche governative sulla scuola, in primo luogo l’aumento delle ore di insegnamento.
· Si propongono anche forme di occupazioni simboliche e non violente delle sedi dei partiti dell’attuale maggioranza parlamentare che sostiene il governo come forma di pressione affinché non appoggino il progetto di innalzamento delle ore di insegnamento, anche a costo di provocare la caduta del governo.
Manifestazioni:
· Si propone una manifestazione cittadina sulla scuola il giorno 14 da realizzarsi secondo modalità che verranno discusse nella prossima assemblea se i numeri e le adesioni ne permettarano la fattibilità.
· Si propone un giorno di manifestazione/mobilitazione sulla scuola che metta al centro il tema dei tagli in relazione alle spese militari, per rilanciare oltre ai valori di libertà ed eguaglianza che informano il diritto allo studio il valore universale della pace.